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Impianti gas > Delibera 40

Documentazione varia Delibera 40 AEGG

A cura Per. Ind.le Luciano Sancassani
Data la pericolosità degli impianti gas, questi ultimi sono soggetti a specifiche normative in materia (UNI-CIG 7129/01 e altre) e i materiali utilizzati per la realizzazione degli impianti devono essere omologati per lo specifico utilizzo.
Questa tipologia impiantistica rientra in quanto previsto prima dalla Legge 46/90 e ora dal Decreto Misteriale n. 37/08, rientra cioè tra gli impianti soggetti al rilascio a lavori eseguiti di una specifica attestazione detta
"Certificato di conformità impiantistico". In questo documento l'installatore dichiara sotto la propria responsabilità di avere realizzato gli impianti secondo le normative vigenti, secondo la regola della buona tecnica, di aver utilizzato materiali olìmologati perr il gas e di avere effettuatoto tutti i collaudi previsti dalla normativa.
Con lo scopo di amentare la sicurezza sull'utilizzo post contatore del gas metano in particolare, l'Autrorità per l'Energia elettrica e il Gas (AEEG), con proprio provvedimento ha dettato chiare formalità di espletamento delle pratiche obbligatorie prima dell'erogazione dal gas a valle del contatore da parte della Aziende distributrici.
Detto provvedimento è il n.
40 in data 18 marzo 2004 successivamente aggiornato con successiìve integrazioni. Il provvedimento pone dei chiari paletti regolamentari relativamente alle attività di accertamento della sicurezza sugli impianti di utenza gas da parte delle Aziende Distributrici.
Se da un lato si devono espletare ulteriori pratiche burocratiche prima dell'erogazione del gas, dall'altro, con il provvedimento adottato si ha un chiaro quadro su chi ha realizzato l'impianto, sulle modalità di esecuzione dei lavori e sul rispetto della normativa vigente in materia. (UNI-VIG 7129, D.M. 12.04.1996)
In sostanza, con la compilazione della modulistica obbligatoria prima dell'erogazione del gas, il committente attesta di aver fatto eseguire i lavori a una ditta specializzata e quest'ultima dichiara sotto la propria responsabilità civile e penale di aver seguito la normativa e di avere effettuatoro tutti i collaudi previsti con assunzione evidente delle responsabilità civili e penali conseguenti.
Detta documentazione, prima della erogazione del gas viene debitamente avallata da un tecnico specializzato
"accertatore" incaricato dalla Azienda Erogatrice. Solo dopo un positivo accertamento della documentazione presentata si può procedere alla erogazione in rete del gas.
La delibera n. 40 prevede anche accertamenti in loco sugli impianti realizzati con penali (per gli installatori) per impianti e attestazioni difformi da quanto presentato.
Risulta evidente che è nell'interesse sia del Committente che dell'Installatore essere più chiari possibile nella compilazione della documentazione obbligatoria, in tal modo oltre che tutelare la committenza ed evitare inutili perdiute di tempo conseguenti alla non chiarezza della documentazione, l'installatore si garantisce da manomissioni che potessero essere eseguite successivamente all'esecuzione dei lavori da parte di personale non specializzato o comunque in difformità dalle normative vigenti.
In caso di scoppio, si dovrà infatti dimostrare che quanto realizzato fosse conforme alla normativa all'epoca vigente, con chiara ed evidente individuazione delle effettive responsabilità (imperizia realizzativa, guasto accidentale, manomissioni, cattiva manutenzione etc.).
L.S.


NORMATIVA UNI-CIG 7129 o D.M. 12.04.1996

Il rilevamento della portata termica complessiva dell’impianto gas è di fondamentale importanza per poter stabilire il corretto riferimento alla normativa tecnica applicabile all’impianto in esame, l’entrata in vigore del DM 37/08 ha innalzato la soglia per la quale il progetto deve essere realizzato da un professionista, ma non ha, ovviamente cambiato l’ambito di applicabilità delle norme principali a cui fanno riferimento gli installatori (UNI 7129/01 e Dm 12/04/96).

Normativa applicabile all'impianto, quando la UNI 7129/01 e quando il DM 12/04/96
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Il rilevamento della portata termica complessiva dell’impianto gas è di fondamentale importanza per poter stabilire il corretto riferimento alla normativa tecnica applicabile all’impianto in esame, l’entrata in vigore del DM 37/08 ha innalzato la soglia per la quale il progetto deve essere realizzato da un professionista, ma non ha, ovviamente cambiato l’ambito di applicabilità delle norme principali a cui fanno riferimento gli installatori (UNI 7129/01 e Dm 12/04/96).
Occorre sempre indicare le portate termiche degli apparecchi installati e/o installabili per essere certi di utilizzare la normativa adatta all’impianto che si sta svolgendo.
Prima di tutto chiariamo i termini:
La
PORTATA TERMICA NOMINALE viene anche indicata “potenzialità” o “potenzialità al focolare” di un singolo apparecchio ed è la quantità di calore che viene generata nell’unità di tempo alla potenza massima dell’apparecchio (si misura in KW o in Kcal/h)
La
PORTATA TERMICA COMPLESSIVA di un impianto è la somma delle singole portate termiche degli apparecchi installati e/o installabili.
Occorre ora definire alcuni aspetti molto importanti che riguardano la potenzialità complessiva dell’impianto e le relative normative applicabili:
La norma UNI 7129/01 ha lo scopo di fissare i criteri per la progettazione, l’installazione, la messa in servizio e la manutenzione degli impianti domestici e similari per l’utilizzazione dei gas distribuiti per mezzo di canalizzazioni, essa si applica alla costruzione ed ai rifacimenti di impianti o parte di essi, alla installazione di apparecchi aventi portata termica non maggiore di 35 Kw.
Se la potenzialità termica complessiva
NON supera i 50 Kw (DM 37/08) il progetto obbligatorio dell’impianto gas può essere redatto dal responsabile tecnico dell’azienda, se la potenzialità termica complessiva supera i 50 Kw il progetto obbligatorio dell’impianto deve essere redatto da un professionista iscritto all’Albo professionale.
In base agli apparecchi installati bisogna verificare che non si rientri in quanto previsto dal D.M. 12/04/96 (norme antincendio) che ricordiamo è l’approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio degli impianti termici alimentati dai combustibili gassosi.
Il DM 12/04/1996 regolamenta gli impianti termici di portata termica maggiore di 35 kW adibiti ai seguenti utilizzi:climatizzazione di edifici; produzione centralizzata di acqua calda, surriscaldata e/o vapore; forni da pane e altri laboratori artigiani; lavaggio biancheria e sterilizzazione; cucina e lavaggio stoviglie.
Gli scopi principali del decreto sono:
Evitare accumuli pericolosi di combustibile;Limitare, in caso di incidente, i danni alle persone e ai locali vicini a quelli contenenti gli impianti.

Per semplificare facciamo qualche esempio:

  • In un appartamento sono presenti una caldaia da 28 Kw e un piano cottura da 10 Kw (Tot 38 Kw), si segue la norma UNI 7129/01 e il progetto è redatto dal responsabile tecnico dell’azienda.
  • In un appartamento sono presenti una caldaia da 33 Kw, un piano cottura da 10 Kw in cucina e un altro da 10 Kw in taverna, la somma diventa 53 Kw la norma è sempre la UNI 7129/01, ma questa volta il progetto lo deve redigere il Professionista.
  • Nel caso sia presente una caldaia da 40 Kw si ricade nel Dm 12/04/96 così come se nello stesso locale o in locali direttamente comunicanti siano presenti due caldaie da 25 Kw in quanto occorre sommare le portate termiche degli apparecchi.



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