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Problematiche del risparimio energentico

Risparmio energetico

Cenni sul risparmio energetico in Italia

a cura del Per. Ind.le Luciano Sancassani
ll problema del risparmio energetico nel nostro Paese, in particolare per quanto riguarda la limitazione dell'uso di fonti energetiche di origine organica derivanti dal petrolio e dal gas metano, si è posto in pratica in maniera forte solo nel momento in cui vi sono stati problemi di approvvigionamento o aumento dei costi delle fonti di energia primaria (gasolio o gas metano) e solo quando la normativa Comunitaria o i protocolli internazionali imponevano limitazioni alle emissioni in atmosfera dei gas prodotti dalla loro combustione (protocollo di Kyoto etc.).
Sull'onda della prima crisi petrolifera (1974), venne introdotta nella nostra legislazione una prima Legge
sul "risparmio energetico" la Legge 373 del 1977, seguita nel 1991 dalla Legge 10/91, entrambe le normative che, se da un lato furono un approccio importante sulla strada del contenimento dei consumi energetici per il riscaldamento degli edifici, dall’altro mancavano in parte degli strumenti attuattivi (norme attuattive serie, controlli, incentivi etc), atti a creare i presupposti per una adeguata coscienza di risparmio energetico.
Un ulteriore passo avanti verso il risparmio energetico, è stato fatto con la recente introduzione del Decreto Legislativo 192 nel 2005 e del successivo Decreto Legislativo 311 del 2006 che integrano e parzialmente modificano gli strumenti legislativi vigenti. (Legge 10/91).
Queste due ultime normative, seppure anche in questo caso parzialmente monche in parte delle norme attuattive, impongono dei limiti molto più rigidi sui metodi costruttivi dei fabbricati sia ai fini del contenimento dei consumi energetici che dell’imposizione di utilizzo di sistemi ad alta efficienza che la tecnologia odierna ci pone a disposizione.
In questa ultima legislazione viene per la prima volta il termine di
“efficienza energetica dei fabbricati” con la relativa “Certificazione o qualificazione energetica” che è un sostanziale passo in avanti per la futura introduzione sui mercati di fabbricati caratterizzati da un adeguato sistema di contenimento dei consumi energetici e a tal proposito certificati.
Finora la mancanza di una adeguata
"etica energetica" anche da parte delle istituzioni, ma in particolare da parte dei proprietari e in misura maggiore dei costruttori, ha finora permesso solo la realizzazione di stabili "minimamente" efficienti dal punto di vista energetico, stabili cioè rivolti al solo rientro nei blandi parametri imposti dalla legge e non finalizzati all'effettivo contenimento dei consumi energetici.
La progettazione edile, segue naturalmente l'evolversi normativo, se da una lato si ha certamente un aumento dei costi (valutato entro il 5%-7%), i fabbricati costruiti ai giorni nostri devono senza dubbio (e lo saranno ancor di più nei prossimi anni) essere caratterizzati da una elevata qualità energetica che nel tempo si traduce in forti contenimenti dei costi di gestione.
La costruzione dei nuovi fabbricati, anche per le notevoli implicazioni che le ultime normative hanno sugli immobili, deve necessariamente passare attraverso un attenta analisi delle strutture murarie che si intendono realizzare, questa fase deve essere svolta di concerto con un esperto del settore quale è il termotecnico, che porrà particolare attenzione sia al contenimento energetico dell’immobile che alla tipologia di generazione del calore e di distribuzione da porre in opera all'interno dell'immobile.
Il legislatore al fine di raggiungere gli obbiettivi prefissati si è mosso su due fronti:
a) Quello di imporre per le nuove costruzioni e per le ristrutturazioni più importanti, metodi costruttivi e sistemi impiantistici tendenti in pratica alla realizzazione di sistemi edificio/impianto caratterizzati da alta efficienza energetica. (Decreti Legislativi n. 191/05 e 311/06)
b) Quello di migliorare dal punto di vista energetico il patrimonio edilizio esistente. Questo ultimo obbiettivo si traduce in pratica con la possibilità, offerta ai proprietari di ottenere importanti sgravi fiscali su interventi finalizzati al contenimento del fabbisogni energetico dell'unità immobiliare, da raggiugersi sia con l'adozione di sistemi di approvvigionamento ecosostenibili (pannelli solari, biomasse, geotermico etc), sia con il miglioramento degli isolamenti dei fabbricati relativamente sia alle pareti che alle finestre e serramenti in genere. (Leggi finanziare 2007 e 2008).

Isolare come investimento:
Partendo dal crescente costo delle materie prime di origine fossile (gas metano, gasolio, gpl, carbone) e conseguentemente dell'energia elettrica, in particolare per il nostro paese che produce energia elettrica in buona parte proprio con queste materie prime, si ponee il problema dell'isolamento dei fabbricati non tanto come una spese conseguente alla realizzazione di un fabbricato, ma come un
investimento che, con costi anche esigui in fase cotruttiva di un fabbricato, possa garantire nel futuro un costo di esercizio minore possibile.
Da questa ottica necessita pertanto provvedere già in fase progettuale, alla previsione di un oculato isolamento dei fabbricati, cercando con il termotecnico quale specialista in materia energetica, di raggiungere un adeguato equilibrio tra costi e benefici.

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